Buon compleanno, Maestro!

Un libro biografico celebra la carriera del Maestro Franco D’Andrea, presidente di giuria del Premio Internazionale Giorgio Gaslini

Una carriera stellare, quella del Maestro Franco D’Andrea, capace ancora di riservare sorprese. In questi giorni il Maestro ha compiuto 80 anni, e a festeggiarlo la pubblicazione di un libro biografico, che ripercorre una vita scandita a ritmo di jazz.
Il Corriere della Sera ha dedicato due pagine di intervista al Maestro in occasione dell’uscita del libro, che si intitola “Franco D’Andrea, un ritratto” ed è scritto da Flavio Caprera.

A stellar career, thae one of Maestro Franco D’Andrea, still capable of reserving surprises. In these days the Maestro has turned 80, and to celebrate the publication of a biographical book, which traces a life marked by the rhythm of jazz.

Corriere della Sera dedicated two pages of an interview to the Maestro on the occasion of the release of the book, which is entitled “Franco D’Andrea, a portrait” and is written by Flavio Caprera.

Franco D'Andrea e Thelonious Monk | Il giornale della musica

Riprendiamo un testo tratto dal libro proposto dalla newsletter del Corriere:

In quei giorni Franco stava scivolando dal periodo Winton Kelly al periodo Bill Evans per approdare un poco più in là a uno stile esclusivamente suo.
Tra noi due era nata 
una forte amicizia che non si sarebbe mai interrotta. Da anni ci vediamo raramente, ma quando ci incontriamo è come se il tempo non fosse passato. D’Andrea è un talento unico, così pieno di musicalità da riuscire a decodificare in breve tempo il segreto di qualunque strumento. Pochi sanno per esempio che prima di approdare definitivamente al pianoforte aveva suonato la cornetta con una banda Dixieland nella sua Merano (cosa che me lo rendeva ancora più vicino essendo anch’io un grande fan di Armstrong e Bix, con un breve passato in una banda Dixieland come indegno trombonista). Così come non tutti sanno che negli anni Settanta, in pieno free jazz, col suo Modern Art Trio, oltre al piano suonava anche il sax soprano. O che a un certo punto si era messo a studiare il contrabbasso e in pochissimo tempo si era impadronito della tecnica in modo tale da esibirsi come bassista al prestigiosissimo Festival d’Antibes. Abbiamo suonato insieme in centinaia di concerti, prima col mio quartetto e poi con Quatre, con Miroslav Vitous e Daniel Humair, macinando migliaia di chilometri e sono arrivato a conoscerlo profondamente. Franco è un uomo molto speciale.

Il link al libro dal sito della casa editrice